[Amstel Gold Race 2018] Natura mossa con birra

Tra il 1881 e il 1890, Vincent Van Gogh riuscì a completare oltre 900 dipinti. Una media merckxiana di 100 opere all'anno che trovò la sua prima ispirazione nelle campagne ondeggianti dei Paesi Bassi, spinte dal mare e dal vento verso il centro del continente. L'avanguardia di questa spinta è il Limburgo, lembo d'Olanda incuneato tra Germania e Belgio, infilzato a forza nel cuore medievale d'Europa, tanto che ha finito per incresparsi in colline che toccano i punti più elevati dei Paesi Bassi.

A tratteggiare le campagne del Limburgo non sono pennellate, ma un labirinto di stradine, svolte improvvise e lingue d'asfalto che sembrano lasciate lì per caso, come prodotte da una betoniera sforacchiata. Grigio, verde e nubi gonfie di pessimismo, che trovano nuova luce nel momento in cui il loro destino si intreccia con quello della più giovane delle classiche. È la corsa della birra, un banchetto in cui alcuni protagonisti sono ritratti sempre, a prescindere dai cambi di colore o di orizzonte. Michael Valgren, Roman Kreuziger ed Enrico Gasparotto sono tre che non appena vedono queste campagne riscoprono un'ispirazione innata. Ogni anno si danno appuntamento per una rimpatriata, un rendez-vous che non ammette intrusi, nemmeno se si chiamano Alejandro Valverde e Peter Sagan, che qui possono provare a mettere a confronto due generazioni distanti, misurandosi il curriculum a vicenda. Lo fanno persino con troppo scrupolo, oggi, tanto da distrarsi nel momento in cui se ne vanno i tre, immedesimati col paesaggio al punto da esserne indistinguibili.

Kreuziger e Gasparotto avrebbero preferito che la questione restasse tra loro due. Si conoscono bene, hanno corso insieme, si invitano ai rispettivi matrimoni. Sanno che l'Amstel è una gara irregolare come il suo percorso, che ti respinge e ti lancia, che ti rallenta per poi darti l'occasione di scappare da solo. A quanto pare però ne era a conoscenza anche Valgren, che in questo 2018 sembra aver scoperto il trucco per agguantare le vittorie mancategli negli anni precedenti: non allontanarsi dalle Ardenne. Oggi ha aspettato, si è staccato, ha usato Jakob Fuglsang come trampolino di lancio, si è accoppiato a Kreuziger rischiando di lasciarsi riprendere e infine ha vinto in volata.

Valgren sostiene che a spingerlo in corsa sia la "sensazione di vincere". Una sensazione fisica uguale e contraria alla fatica, difficile da spiegare, forse è per questo che ancora ha vinto poco, forse per questo gli piace l'Amstel Gold Race, una corsa che ha mutato il proprio percorso per inseguire lo spettacolo, perché agli appassionati di ciclismo spesso più che il nome del vincitore piace ammirare la costruzione della vittoria, l'idea che prende corpo, pennellata dopo pennellata, come in un quadro. La scoperta di nuove strade, disegni e colline nelle campagne del Limburgo è la luce che arricchisce di colori la tavolozza, e permette a chi ha imparato a maneggiarla di riempire la sua tela. Ogni anno, una natura mossa con birra.

 

 

 

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