Craven non aveva impegni

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    Seduto su un ramo a riflettere sull'esistenza. Cofondatore di Bidon, durante una pausa si è laureato in statistica. Fonti di ispirazione: le biciclette, l’Islanda, i pub di Oxford e Cristobal Jorquera.

“Pronto, sei Dan Craven, il ciclista della Namibia, quello con la barba? Chiamiamo dal comitato olimpico, vorremmo proporti una cosa. Come ben sai, sabato scorso diversi tuoi colleghi son caduti scendendo da Vista Chinesa, e alcuni si sono pure fatti male, mannaggia. Insomma, il fatto è che si sono liberati dei posti per la prova a cronometro: tu domani hai impegni?”

Craven non aveva impegni. Ma non aveva nemmeno un body e una bici adeguata, così ha passato la giornata di martedì a interrogarsi sull’opportunità di correre o meno: presentarsi al via con l’assoluta certezza di arrivare ultimo oppure rinunciare e preservare la propria reputazione? Combattuto, ha preso a passeggiare per tutto il villaggio olimpico. Poi si è mangiato un gelato e ha chiesto lumi ai suoi followers su Twitter: “Ragazzi cosa ne dite? Corro?”

Dan (33 anni, professionista da sei) è un tipo molto social. Sabato, mentre correva la prova in linea, dal suo account sono partiti alcuni tweet in diretta. “Ciao amici, sono in fuga. O almeno ci provo”; “Vento laterale, accidenti. Chi si beve con me una caipirinha?”. La trovata (inizialmente attribuita alla sua “barba magica, capace di twittare da sé”, poi rivelatasi essere opera della sua fidanzata) ha fatto letteralmente impazzire i suoi fan, che tre giorni dopo gli hanno chiesto all’unanimità di presentarsi alla partenza della cronometro.

Così Craven ieri si è presentato. Anche perché sperava che qualcuno, vedendolo, cercasse la Namibia su Google e si decidesse a visitarla; si è presentato per ispirare i suoi connazionali e perché non ha nulla di cui vergognarsi: “Se pensate che mi possa sentire in imbarazzo a gareggiare in queste condizioni, allora non avete proprio idea di cosa ho passato negli anni”. Partito prima di tutti, non è stato il primo a completare i quasi 55 km in programma: l’iraniano Mizbani, partito 4 minuti e mezzo dopo, è riuscito a precederlo. Tuttavia il tempo di Dan gli è valso per brevi istanti una medaglia d’argento virtuale. “È assurdo, il mio stupido ego voleva farmi rifiutare l’invito a gareggiare. Ma per fortuna eccomi qua, con la scritta 'Namibia' sul petto, dopo aver corso una cronometro alle Olimpiadi”, ha detto con la giocondità di sempre, mentre attendeva che tutti gli altri facessero meglio di lui.