Solo per il privilegio

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    Seduto su un ramo a riflettere sull'esistenza. Cofondatore di Bidon, durante una pausa si è laureato in statistica. Fonti di ispirazione: le biciclette, l’Islanda, i pub di Oxford e Cristobal Jorquera.

Eccolo, Brian Babilonia. Ieri mattina, mentre un giornalista della BBC avvertiva Chris Froome che la corsa in linea stava per partire e lui non si era ancora presentato al foglio firma, il portoricano era sulla linea di partenza già da tre ore. “Volevo arrivare presto per potermi godere ogni singolo momento”.

Brian ha 21 anni e corre in bicicletta da meno di 4. Qualche mese fa nello staterello caraibico si è tenuta una selezione pre-olimpica e Brian, che non è un professionista ma vorrebbe diventarlo, l’ha vinta. “Solo per il privilegio di rappresentare il mio Paese”.

A Copacabana si è presentato con una bici vecchia di cinque anni, ruote senza marca. Si è messo il numero di gara sulla schiena, ha salutato alcuni dei suoi idoli - soprattutto i colombiani - ed è partito. Avrebbe voluto concludere la gara, ma è stato tra i primi a ritirarsi. Giusto il tempo di qualche inquadratura, due sorrisi e una crisi.

Su Facebook (dove tende a usare il plurale e a esprimersi come fosse parte di un qualche tipo di squadra, nonostante il suo staff sia composto solamente da se stesso) ha scritto in serata di aver dato il 100% e di essersi divertito molto. “Anche se forse”, ha ammesso candidamente, “la mia prestazione non è stata esattamente da ProTour”. Ha chiuso il post ringraziando i suoi sostenitori e promettendo che oggi sarà il suo primo giorno di lavoro in vista delle prossime Olimpiadi, quelle di Tokyo, dove conta di esserci. Solo per il privilegio, è ovvio.