#PdR (e04) - Gli attaccatutto

Che il Giro sia tornato in Italia lo si capisce soprattutto dai colori che cambiano. L'ocra del deserto diventa verde smeraldo;

la stella di David un tricolore;

l'inguardabile accostamento fucsia-bianco-nero-verde dell'Education First diventa l'inguardabile accostamento arancio-bianco-nero-verde dell'Education First. 

Almeno al bar, dove i corridori paiono testimoniare che però il cambiamento da essi più gradito sia quello riguardante la cucina:

(È necessario lo zoom per apprezzare meglio il compiacimento di Mitchell Docker e dei suoi baffi verghiani)

Quello che invece non cambia mai è la sete, al punto che la giornata si rivela un importante banco di prova per gli aspiranti al "Bidon Contest". In particolare, le non perfette condizioni fisiche di capitan Froome esigono un lavoro ancora più impeccabile e coordinato da parte dei gregari del Team Sky.

Qui Kenny Ellissonde mostra buona volontà ma anche evidenti limiti nell'efficienza e nella simmetria del posizionamento delle borracce,

cosicché poco più avanti è il gran maestro Vasil' Kiryenka a mostrargli come si fa. 

La prima borraccia nella tasca destra,

la seconda nella parte bassa della schiena, a sinistra

la terza a destra (approfittandone per rinfrescarsi un attimo il collo),

la quarta nella parte alta della schiena.
La quinta, quella cerchiata, non lo sapremo mai, visto che l'operatore ha staccato sulla corsa impedendoci di scrivere un pezzo intero solo su Kiryenka che si imbottisce di borracce. Shame on you, cameraman.

Anche Tim Wellens vorrebbe provare a competere - o almeno a idratarsi per un finale di tappa che lo ispira. 

A noi ispirano un po' meno i nuovi colori della sua squadra: la Lotto si è presentata a questo Giro con una livrea grigio-topo ispirata al packaging della colla attaccattutto di casa Soudal, che si chiama "Fix All" e ha per motto un roboante All you need is Fix All:

Bisogna bere anche per scongiurare i crampi, come mostrato dal fuggitivo Frapporti:

Questo non meglio identificato corridore della Lotto NL-Jumbo invece trae dallo stretching l'occasione per esercitarsi nella variante ciclistica del pattinaggio artistico,

attirando sguardi perplessi da vicino

e anche da lontano.

Su 175 partenti totali, i corridori nominati nel corso del pomeriggio dai telecronisti quali favoriti per la vittoria di tappa sono qualcosa come 75-80. Il finale di Caltagirone fa gola veramente a troppi, e i fuggitivi sanno che saranno ripresi. La parte centrale della corsa si risolve allora in una fotogenica, ma lunga, attesa degli ultimi chilometri.

Gli elicotteri della tv a un certo punto trovano persino il tempo di inquadrarsi a vicenda:

A rianimare la tappa ci pensano le forature. Quella di Henao ci permette di ammirare interessanti equilibrismi cromatici nella colorazione della bici,

mentre quella di Brambilla ci offre un delizioso siparietto in casa Trek. 
Il corridore italiano, capitano della squadra, fora. Allora Boy Van Poppel, uno dei suoi compagni, si ferma e gli passa la sua ruota posteriore. Nella fase della sostituzione il buon Van Poppel appare però impacciato, lasciando tutta l'incombenza al suo capitano.

"I'm sorry, Gianluca, I am not so good at changing tyres... What else can I do for you?"

"Push me, Boy!"

"Strongerrrrrrrrr!!!"

Ma colui che attrae le più grandi sfighe di giornata è Gonçalves, il quale buca, cambia bici, scopre che non va bene nemmeno quella di scorta. Sicché prima va dal meccanico per una riparazione volante

poi capisce che è meglio fermarsi e fare da solo

infine opta per inseguire l'ammiraglia Quick-Step e sperare che almeno loro possano dargli una mano:

In gruppo si mettono a tirare gli uomini della Lotto, quelli della colla. Il buco sui fuggitivi lo sigilla Adam Hansen, la versione X-Treme Power dell'arsenale di casa:

Applicare, pressare, fatto: gruppo compatto.

Si arriva finalmente a Caltagirone, dove ci sono talmente tante persone che Maximilian Schachmann decide di abbracciarsene un po':

È il momento sbagliato della tappa per farlo, però, perchè davanti cominciano ad attaccare... e non si capisce più nulla.

Il gruppo si sgretola come un vaso di ceramica gettato giù per la scalinata di Santa Maria del Monte: Aru e Froome faticano; Dennis e Pozzovivo tengono bene, ma né loro né la regia riescono a star dietro ai quattro che si avvantaggiano, furiosi

Parte Battaglin e Wellens è lesto ad attaccarsi alla sua ruota,

d'altra parte lui è uno da incollaggio rapido:

Tim 'Fix ALL TURBO' Wellens è lesto e vince a braccia alzate.

Meno lesto il cambio di inquadratura da parte della regia, che per lo sprint finale si affida a una telecamera fissa. Fissa ancora sul Mar Rosso, però:

Ad ogni modo, pronostici rispettati. Wellens è talmente sicuro di sé da presentarsi alle interviste con gli occhiali sulla nuca e senza nemmeno togliersi il casco

Va decisamente peggio a Chris Froome che, persi altri 17 secondi, viene messo in castigo dalla Sky e costretto a pedalare sui ceci, ehm rulli, guardando fisso il bus della squadra.

Chiudiamo quest'oggi rilanciando un appello ripetuto da molti in questi giorni.
Cari tifosi del Giro, è molto più bello applaudire che scattare foto sfuocate. Anche perché le foto della tappa poi ve le mostriamo noi :)

Fate piuttosto come il genio qui sotto, e adoperate i vostri apparecchi fotografici per il Processo alla tappa (sceglietelo voi il filtro migliore per situazioni del genere):

 

A cura di Paolo Bontempo, Filippo Cauz e Leonardo Piccione.

 

Categoria: