#PdR (e12) - Andavo a (quasi) cento all'ora

La dodicesima tappa è quasi completamente pianeggiante, penultima occasione prima di una serie di giorni decisivi per le sorti del Giro. In teoria, l’occasione perfetta per divagare un po'.

In effetti la partenza è così rilassata che sotto il sole di Osimo Kenny Elissonde e Sebastien Reichenbach si concedono lunghi minuti di gioco con un chihuahua arrivato al Giro a bordo di una bicicletta in legno:

L’esperienza colpisce molto il piccolo scalatore della Sky, che proprio non vede l’ora di andarla a raccontare al suo capitano: “Hey Chris, lo sai che stamattina ho visto un cagnolino bellissimo? Stava sopra una bici in legno, molto bella anch’essa. Secondo me dovresti fartela prestare, magari con quella vai più forte, ahah”:

In tema di divagazioni, ecco finalmente l’occasione per presentarvi colui che è il gran maestro di un altro tipo di divagazioni, quelle stradali. Si tratta di Hugh Carthy della Education First, il corridore più anticonformista del gruppo. Dopo aver fatto le prove generali qualche giorno fa,

oggi ha perfezionato ulteriormente la sua reputazione di uomo non allineato, decidendo di onorare la tappa con arrivo nel circuito di Imola imboccando la corsia del pit-stop:

(fonti attendibili ci mostrano di seguito il poster appeso sopra il letto di Carthy)

L’andamento fin troppo scontato della gara, con la fuga dei 5 volenterosi di giornata destinata come sempre a esaurirsi in vista del traguardo,

induce i potenti mezzi della Rai ad entrare in azione. Temendo una giornata troppo normale, pericolosamente simile a una tipica tappa del Tour, nella stanza dei bottoni di RaiSport l'ARA (Addetto alla Realtà Aumentata) decide di premere il tasto che trasforma la realtà aumentata in realtà a tutti gli effetti,

cosicché l’auspicio dell’anchorman immancabilmente si compie:

Prima si fa buio su tutta la terra:

Poi prende proprio a diluviare,

con conseguenze a cascata. Carapaz e Pozzovivo si fanno cogliere impreparati dal maltempo come, allora per provare a distanziarli il gruppo maglia rosa accelera, producendo come primo risultato quello di annullare la fuga in un battibaleno.

Come secondo, quello di apparecchiare una delle situazioni di caos generalizzato in cui Tim Wellens letteralmente sguazza (il tasto per far scattare Wellens è quello rosso, in alto a sinistra)

Tuttavia la Bora-Hansgrohe non vuole saperne di lasciarlo andare, e lo va a riprendere:

Quando il circuito di Formula 1 è alle viste, il primo a provarci è Sergio Henao, con un opportuno omaggio al suo secondo cognome:

Gli attacchi piovono, ma paiono tutti alquanto velleitari. Almeno finché non viene premuto l’ennesimo bottone della giornata. Questa volta il comando proviene dall’ammiraglia della Bahrain, e ha il suono di tre parole-chiave: “Matej sei libero.”

Mohoric attiva la modalità-sport e se ne va, portandosi dietro solo l'audace Betancur

La Osimo-Imola diventa allora una piccola Milano-Sanremo, con il gruppo a inseguire la strana coppia di attaccanti, i quali però cominciano a studiarsi troppo presto

Dietro di loro giunge velocissimo Sam Bennett. Con Viviani attardato e Modolo intruppato, l’irlandese domina la volata partendo a 400 metri dall’arrivo:

Bennett va (quasi) a cento all'ora per prendersi la vittoria di tappa,

ma soprattutto le attenzioni dell’amata, che prima se lo coccola,

poi se lo sbaciucchia per bene

L'imprevista svolta romantica del finale condiziona inevitabilmente il post-tappa. Le condizioni luminose, unite alla mise da gala di Alessandra De Stefano fanno pensare che il Processo sia stato eccezionalmente spostato in prima serata:

L’amore è nell’aria, e non si tratta soltanto delle effusioni di Bennett e socia. Qui la questione riguarda da vicino anche uno dei protagonisti assoluti di questa prima parte di Giro.
Perché a Imola è successo che, dopo essere passato dalla pole position al chilometro 0,

dopo aver visitato autobus

e funivie;

dopo aver minacciato gesti inconsulti;

dopo essere diventato l’idolo dei giovani

e pure delle coppie,

oggi Ettore Giovannelli è tornato al suo primo amore. Ha intervistato i corridori del Giro d’Italia nei box della Formula 1

e si è emozionato come un bambino,

lasciandoci al termine della sorprendente puntata di oggi una sola cosa da fare: clap, clap.

 

P.s.: Se l'austriaco fosse stato in gara, questo pezzo sarebbe stato intitolato C'è Postlberger per Te. Meno male che non c'è.

P.s./2: Se qualcuno di voi avesse idea di cosa stesse facendo il non identificato corridore della Lotto nella sequenza dell'ultimo screenshot, per cortesia ce lo faccia sapere.

 

A cura di Paolo Bontempo, Filippo Cauz, Leonardo Piccione e Riccardo Spinelli.

 

 

 

 

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