#PdR (e14) - Le farfalle nello stomaco

È il gran giorno del Monte Zoncolan. Così, nonostante prevedesse la gustosa entrée del Passo Duron (perfetto per gli innumerevoli siparietti dei cronisti sul gioco di parole del pomeriggio: "il durissimo Duron"), la quattordicesima tappa del Giro finisce per dipanarsi come una lunghissima attesa del Mostro.

Difatti per ammazzare il tempo nello studio di RaiSport si organizza una tombolata:

Finalmente un crisalideo Fabretti si decide a illustrare il percorso che porterà fino al "Kaiser della Carnia". A un tratto però dalle avanzate grafiche fa capolino a sorpresa un uomo aumentato

Imprevisto questo che scatena il panico nel sistema, tant'è che la diretta viene interrotta da un alert di Windows Defender

Non va molto meglio sulle strade, dove l'attesa dei corridori rischia di evolversi in un rarissimo caso di intossicazione da deodorante per auto,

che - si sa - può avere conseguenze anche gravi. Tipo lo svenimento improvviso dell'uomo in maglietta gialla,

che rischia di rotolare in un fosso

e smarrisce pure il cappellino da baseball.

Decisamente opportuno, allora, raccomandare le proprie orazioni a personaggi altolocati. Gente tipo lui:

O soprattutto lui,

al quale Christian Knees (Sky) trova persino il tempo di scrivere una letterina:

Caro Babbo Natale,
fa' che oggi il nostro capitano
non ci faccia faticare di nuovo invano.
Grazie.

L'avvicinarsi dello Zoncolan si traduce però in una sensazione di nervosismo incalzante, che tramuta la goliardia in tensione. E in visioni:

Farfalle nello stomaco: si potrebbe definire così il momento, se non fosse che sulla strada per lo Zoncolan le farfalle si trovano in un edificio, più che nelle interiora umane:

La Casa delle Farfalle di Bordano è la più grande butterfly house italiana, con 3 serre climatizzate ed oltre 1000 metri quadrati di esposizione.

Perché, a pensarci bene, lo Zoncolan è una montagna sì dura, ma non certo elevatissima. È un luogo che si adatta ad esseri leggeri, più che potenti. Più che alle aquile, alle farfalle.

Ecco a voi la collezione 2018 delle "Farfalle dello Zoncolan". Da Bennett ad Anton, passando per Yates e Froome, la descrizione di 7 esemplari che oggi non sono passati inosservati.  

 

1.Sam Bennett - CODA DI RONDINE SMERALDO

Tipo di volo: breve e stentato.
Etologia: riservata, ama nascondersi alla vista per comparire a sorpresa​.

La coda di rondine smeraldo è una farfalla particolare, molto difficile da incontrare. Ama dare nell'occhio: i suoi voli sono molto brevi e stentati, come se non fosse fisicamente in grado di resistere che poche centinaia di metri all'aria.

Sam Bennett sullo Zoncolan contava di non resistere nemmeno per pochi centimentri, tanto che ha cominciato a prendere fiato già a 45 chilometri dal traguardo, sulle prime rampe del Duron, quando si è sfilato lasciando che fossero altri a procedere a gran velocità.

Prima di accomiatarsi però ha voluto concedersi un momento di celebrità anche oggi: un'impennata alla McEwen sufficiente per fargli ottenere un'inquadratura in mondovisione (ma anche un rimbrotto dal parte di Silvio Martinello: "Voglio vedere se anche sullo Zoncolan farà così il simpatico").

Sullo Zoncolan in effetti questa farfalla un po' esibizionista non l'hanno notata in pochi. Coda di nome e di fatto: ultimo, a 33 minuti da Chris Froome. E chi s'è visto s'è visto. Sam Bennett sì, lui s'è visto anche oggi.

 

2.Fabio Aru: CODA DI RONDINE ZEBRATA

Tipo di volo: battito di ali piuttosto scomposto.
Etologia: non ama arrendersi.

La coda di rondine zebrata ha le ali bianche e nere, con il corpo attraversato da striature rosse. Fabio Aru è una farfalla ancora più rara e quando lo si cerca in mezzo al gruppo lo si distingue facilmente da quel po’ di verde che conclude il tricolore sulla maglia.

Cercarlo in mezzo al gruppo in questo Giro è un esercizio doloroso, perché la pedalata è appesantita, e la forma stenta a mostrarsi. Si sfila dal gruppo già a 6 chilometri dall'arrivo: prima sembra poter rientrare, poi, piano piano, rimbalza all’indietro. Nello sforzo comincia a deformarsi, come una farfalla che chiusa in un barattolo si illuda di poter uscire, e frenetica sbatta contro le pareti. 

Ma lo Zoncolan ha le pareti troppo strette, e nemmeno il sostegno (e le banane) di validi cavalieri venuti da terre lontane riescono a ricaricare il sardo:

Aru sembra urlare, sogghignare, soffrire, cedere, arrendersi, tremare, poi ridere ancora e in pochi chilometri attraversa tutto il catalogo whatsapp di emoticon. Il suo volto si deforma e si ricompone a ogni pedalata.

Alla fine, dopo aver perso più di due minuti, arriva a testa bassa. Della sua faccina originale, fiduciosa e promettente, è rimasto ben poco.

 

3.Miguel Ángel López: ARGUS PERLATO

Tipo di volo: battito d'ali possente ma dispendioso.
Etologia: alterna vivaci voli di gruppo a lunghi riposi solitari.

L'argus perlato è una farfalla di piccole dimensioni e dal comportamento irregolare. Per quanto ami rendersi visibile spesso e volentieri in voli di gruppo, con interi stormi compatti che agitano le ali azzurre per intimorire i predatori, dal punto di vista individuale ha un comportamento abbastanza imprevedibile.

La scienza ancora si interroga sulle capacità di questo lepidottero, che per le sue qualità di volo è stato spesso definito "super-farfalla". L'ascesa di Miguel Ángel López Moreno allo Zoncolan ha avuto il pregio raro di confermare le sensazioni di dubbio.

Affiancato da un'Astana prima compatta e poi impercettibile (nonostante la presenza dell'entomologo Aleksandr Vinokurov al traguardo e la prestazione sempre più sorprendente della farfalla-Bufalo Pello Bilbao), López ha smulinato rapporti più lunghi dei rivali, trovandosi distanziato nel momento degli scatti, ma sempre in grado di rifarsi sotto.

La sua è stata una costante fluttuazione verso l'alto, come le migrazioni di queste "farfalle bambine", costrette nelle loro lunghe traversate continentali a lunghi periodo di pausa, per poi ripartire più forti.

 

Domenico Pozzovivo: VANESSA IO
Tipo di volo: breve e silenzioso.
Etologia
: tendente al mimetismo, grazie al quale riesce a sfuggire ai predatori.

Con il suo spettacolare disegno occhiuto che ne decora le ali, questa farfalla è riuscita a guadagnarsi una pletora di soprannomi in tutto il mondo. In Italia è nota come Vanessa Io o Occhio di Pavone; in Inghilterra la chiamano semplicemente Pavone (Peacock), mentre in Francia è quasi snobbata, come ha imparato Domenico Pozzovivo nei suoi anni oltr'alpe.

Stagioni in Ag2r che gli sono servite a imparare alla perfezione il suo francese, ma forse non l'inglese. Cosicché quando Froome e Yates hanno forzato, la strada l'ha obbligato a recedere. Tuttavia, forte delle sue capacità mimetiche, Pozzovivo è stato capace di galleggiare in volo a mezza distanza, finendo giusto alle spalle dei due fenomeni di giornata.

Il suo volto, così disteso prima del decollo,

è riuscito a rimanere sereno per tutto il periglioso volo.

L'incrisalidamento francese è ormai terminato, i fiori del deserto del Bahrain sembrano pronti per la mimesi finale: quella che proverà a far sbatacchiare le sue ali fino a un podio troppo a lungo inseguito.
 

4.Tom Dumoulin: GALATEA
Tipo di volo: lungo, tenace, aggraziato.
Etologia: ama volare al sole d'estate e consumare pasti abbondanti su fiori colorati.

Il soprannome di Tom Dumoulin sarebbe la Farfalla di Maastricht, ispirato dall'incantevole grazia del ciclista olandese nelle prove contro il tempo. Lo Zoncolan però non è una cronometro, per quanto tatticamente ci somigli parecchio.

Così lungo i tornanti della salita friulana Dumoulin vede pian piano stingere i propri colori e si trasforma in una Melanargia galathea, farfalla bianconera proprio come le maglie della Sunweb.

La Galatea è una farfalla che ama volare di giorno, con una spiccata predilezione per le calde praterie dei mesi di luglio. Questo 2018 però è un anno straordinario per la Galatea-Dumoulin: un doppio volo, uno in primavera e l'altro in estate. Per arrivare in fondo occorre rinunciare agli sfarzi cromatici.

Bicolore, allora, come le uniche due possibilità che gli restano: cedere o resistere. Dumoulin sceglie la seconda fino quasi alla fine, poi il cielo si fa un po' più scuro anche per lui. Lo salva il traguardo, che arriva prima che sia troppo tardi. La linea bianca gli appare come un bocciolo profumato su cui posarsi a fare uno spuntino.

Tom lo sa: presto quel bocciolo si schiuderà e si rivelerà una rosa.

 

5.Simon Yates: FARFALLA POSTINO



Tipo di volo: battiti di ali intensi ma irregolari.
Etologia: ama guidare gli individui gregari (in particolare Jack Haig)
.

I fiori di Simon Yates in questo maggio rosa sono i traguardi in salita: li punta deciso, ed è lì che vuole consegnare le proprie missive. Grazie ai suoi colori accesi, la farfalla postino riesce a far desistere i suoi predatori dall'attacco, anzi, con il suo volo a scatti, fatto di traiettorie irregolari, cerca di seminarli per arrivare prima di tutti all'indirizzo di consegna.

Così è Yates, che però oggi le strade non le conosceva troppo bene, sullo Zoncolan non ci era mai stato: un bel problema per un postino, non sapere dove andare. Dice Yates che il suo volo è dettato dal “sentire il momento”.

E anche oggi, nonostante tutto, le sue antenne hanno colto il richiamo della vittoria, anche se un filo in ritardo, giusto qualche secondo. Abbastanza per perdere “un momento”, non di certo la meta della consegna finale.

 

6.Chris Froome - CAVOLAIA MAGGIORE

Tipo di volo: estremamente leggero e insistito, quasi ossessivo.
Etologia: complessa, capace di radicali trasformazioni.

Fino ad oggi il Giro di Chris Froome era stato uno sfarfallio balbettante e disordinato, un volo che tra crisi e cadute sembrava lo stesse portando dritto dritto verso una lanterna cattura-insetti in cui una luce blu elettrico avrebbe concluso la sua caccia alla maglia rosa e - verosimilmente - la sua carriera.

Però Froome il suo volo sullo Zoncolan l’aveva già provato l’inverno scorso, nella neve. Lo considerava il punto cruciale del suo Giro, e quello è stato.

L’azione a bocca aperta (di Poels)

e braccia larghe (le sue, per tenere alla larga un t-rex)

con cui oggi l'inglese si è imposto e ritrovato si è compiuta in un modo alquanto anomalo per le sue caratteristiche: Froome ha attaccato gli avversari lontano, antifona di quel che dovrà fare se vorrà (e vorrà) provare a conquistare la maglia rosa.

Lui che era un bruco ed è diventato farfalla, ed è sembrato di nuovo bruco per dieci giorni, è chiamato da quel che resta del Giro a una nuova metamorfosi, l'ennesima. Gli entomologi consigliano prudenza: non è affatto detto che non gli riesca.

 

7. Igor Antón Hernández: TECLA DEL ROVO

Tipo di volo: movimenti rapidi e veloci.
Etologia: con l'età, predilige muoversi in solitudine.

Igor Anton è un esemplare in via di estinzione, nel senso che ha 35 anni suonati e a breve lascerà il mondo il ciclismo. In carriera ha vinto bene ma poco, nelle ultime stagioni ancora meno.

Attraversa la fase un po' malinconica in cui gli sportivi vivono più di passato che di futuro; in cui gli scalatori come lui sono costretti a guardare individui giovani e scattanti che decollano verso vette che una volta erano nel proprio radar, e che ora paiono irraggiungibili, fiori dal nettare dolcissimo di cui forse non si assaporerà più il gusto.

Anton era uno dei pochi in gruppo a conoscere lo Zoncolan. L'unico ad averlo conquistato, una volta. Sapendo di non avere alcuna possibilità di ripetersi, decide di onorarlo in un modo tanto velleitario quanto romantico. Attacca al primo metro di salita, subito dopo aver passato lo striscione di inizio salita.

Attacca già sbuffando, presagendo il destino infausto. Ondeggia a destra e sinistra, con poco stile e ancor meno efficacia. Viene ripreso quando il Mostro sta appena cominciando a destarsi.

Arrivano le forze fresche e lui scompare, giusto qualche secondo dopo essere stato un'altra volta, sulla sua montagna, nella posizione verso cui la natura da sempre lo attrae: la testa del volo - o della corsa.

 

A cura di Paolo Bontempo, Francesco Bozzi, Filippo Cauz e Leonardo Piccione.

 

 

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