#PdR (e16) - La Controriforma

A metà Cinquecento la Chiesa di Roma ne aveva abbastanza delle smanie di rinnovamento di Martin Lutero, e decise di convocare un concilio a Trento, città di confine tra papato e impero, per dirimere le questioni una volta per tutte.

Sempre a Trento, città di confine tra montagne e pianure, il Giro d'Italia 2018 convoca il suo concilio. L'obiettivo di Simon Yates, concentratissimo pontefice del Giro

è di mettere a tacere una volta per tutte le ipotesi riformiste di Tom Dumoulin, che ambisce a riportare il Giro alle sue origini, ai verdetti stabiliti con certezza un anno fa e sottolineati dall'abito con le insegne della divinità:

Sotto lo sguardo vigile di alcuni testimoni del concistoro (l'età media fa supporre che siano stati testimoni anche del Concilio di 500 anni fa),

il crono-concilio di Trento serve a chiarire le posizioni in campo una volta per tutte. A partire dal momento con cui il Papa nero, Giuseppe Fonzi, ne dichiara il solenne inizio

Nel corso dell'assise, ogni porporato ha il diritto di declamare le sue visioni teologiche. Le chiese sudamericane ad esempio propongono la Teologia della Liberazione (di Betancur), con il loro tradizionale entusiasmo:

La Chiesa locale punta invece più su discorsi tecnici, proponendo una radicale riforma di raggi e cerchioni,

Dal Medio Oriente arriva infine un forte incitamento al lavoro di squadra, non importa che sia esso a due

o a quattro ruote.

Proprio come quello di mezzo millennio fa, che si aprì sotto Clemente VII e si concluse sotto Pio IV passando per Giulio III, anche nel crono-concilio di Trento si registra un avvicendamento di pontefici.

Ben presto il Papa nero saluta tutti

e fa spazio al cardinale Martin, uomo da sempre vicino all'Impero, tanto amante delle comodità

quanto glaciale nel rispondere alle sfide della modernità:

Anche l'intransigente teutonico deve però arrendersi allo scorrere del tempo e all'avanzata di un predicatore giunto dall'altro mondo,

la cui rincorsa al soglio papale, cominciata dalla Terra Santa, si conclude gioiosamente ai piedi delle Alpi:

All'ombra dei tre papi si consuma intanto lo scontro scismatico atteso da giorni.

Il porpor(irid)ato Dumoulin prova a snocciolare tutte le sue tesi, a declamare pedalando il suo lunghissimo curriculum,

al punto che qualcuno comincia fare il conto alla rovescia verso il ribaltamento del potere:

Tuttavia il giovane Yates è uomo scaltro di pensiero e lesto di mano. Dopo aver notato il potente strumento a disposizione di uno dei vaticanisti presenti al concilio,

glielo strappa di mano e comincia a fare un po' di fact checking:

Scopre, Yates, che le tesi di Dumoulin sono deboli e non provate.

Il concilio dura così 40 minuti in tutto, tanto basta a capire che il Papa di Bury non ha intenzione di recedere, e che al riformista mitteleuropeo converrà andarsene per la sua strada, magari oltre le Alpi. Quello che millanta oggi l'olandese è un successo, sì, ma solo parziale:

Per festeggiare la buona riuscita della riforma, la respinta dell'avanzata protestante e il consolidamento del potere temporale del pontefice, viene convocato un menestrello. L'idea della corte sarebbe quella di allietare Papa Yates con due interminabili minuti di beatbox:

Tunz tunz Yates drum bam bam Yates frfrfr Yates dum dadadum Yates!

Tuttavia il siparietto finisce per provocare nel destinatario un leggero imbarazzo:

Molto imbarazzo:

Moltissimo imbarazzo:

Difatti a fine giornata arrivano puntualissime le scomuniche:


Non si vede nel comunicato, ma il beatboxer che ha composto la canzone per Yates è stato condannato a 2 anni (di assenza dalla tv pubblica).

 

 

A cura di Filippo Cauz e Leonardo Piccione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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