Zhupa del giorno - Imola

Più che con le gambe, ieri in fuga ci sono andato con la volontà. Non intendevo arrivare dalle parti di casa senza essere stato protagonista. Certo, è stata dura: davanti per 200 chilometri, lunghi tratti sotto l’acqua e con il vento contrario, per poi essere ripreso poco prima di entrare nel circuito. Mi è dispiaciuto un po’, ci tenevo ad entrare nell’autodromo fra i primi. Pace, sarà per un’altra volta.

Stamattina però mi sento molto più rilassato rispetto ai giorni passati. Ieri sera all’arrivo, e poi anche in albergo, ho ritrovato tutta la mia famiglia. Essendo in giro a correre da gennaio, quest’anno avevo potuto vederli molto poco, quindi ogni occasione è buona per incontrarsi. Per la prima volta c’era anche mio nonno a vedermi.
I miei mi hanno detto di portare pazienza, perché prima o poi riuscirò a fare qualcosa di importante. Poi mi hanno anche detto che è meglio guardarmi in tv che a bordo strada. “Ah grazie!”, ho risposto. “Voi belli tranquilli sul divano e io a far fatica!”. Però, con tutta l’acqua che hanno preso ieri per aspettarmi, ho dovuto concedergli la battuta.

Ieri però non c’erano solamente i parenti a salutarmi. C’era anche la ragazza con cui mi sento attualmente. Devo ammettere di aver avuto un attimo di imbarazzo quando l’ho vista, non sapevo chi andare a salutare prima. Mi ha fatto piacere che anche lei fosse presente, poter condividere anche solo dieci minuti di Giro insieme. Si chiama Erika e si sta appassionando al ciclismo. Spero torni a vedermi, e soprattutto spero di incontrarla di nuovo una volta tornato a casa. Ho intenzioni serie con lei ma, anche in questo caso, tocca portare pazienza.

Anche perché quello appena trascorso non è stato un inverno semplice per me. Anzi, direi che è stato uno dei periodi più brutti della mia vita. La ragazza con cui avevo in mente di progettare il futuro mi ha lasciato. Così, di punto in bianco, da un giorno ad un altro. Non credevo di starci così male, anzi molto spesso scherzavo coi miei amici sul fatto che le pene d’amore non fossero così difficili da affrontare come tutti mi dicevano. E invece ho dovuto ricredermi. È stato peggio di un lutto. Avevo perso tutte le mie certezze, non avevo neppure più voglia di andare in bici. Ve lo confesso: ho quasi pensato di mollare tutto. Soltanto la mia famiglia e il mio amico Luca hanno evitato che succedesse. Anche la squadra mi è stata vicino: andando a correre in giro per il mondo la testa ha potuto concentrarsi su altro. Non c'è niente da fare: l’amore ti rende cieco, peggio delle crisi di fame quando sei in corsa.
Poi per fortuna passa e si guarda al futuro. Verso una nuova tappa, del Giro e della vita.

 

Eugert

 

("Zhupa del giorno" è il diario di Eugert Zhupa dal Giro 101, realizzato in collaborazione con Wilier Triestina - Selle Italia. Testo raccolto da Pietro Pisaneschi).

 

 

 

 

 

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