Zhupa del giorno - Trento

Domenica, alla partenza, mi sono avvicinato a Montaguti e gli ho detto: "Non vedo l’ora di partire, ma sto pensando già a quando appoggerò la bici al bus e mi butterò su una poltrona". Lui ha riso, ma è stato davvero quel pensiero che mi ha accompagnato per tutta la tappa. Non so cosa mi abbia portato a finirla. È stata anche più dura dello Zoncolan.

I meno appassionati di ciclismo pensano che a noi basti una sera per recuperare le forze per il giorno dopo. Ma non è affatto così. Non possiamo entrare nella Stanza dello Spirito e del Tempo di Dragonball. In questi casi devi solo trovare da qualche parte la grinta necessaria ad arrivare. Perché vorresti andare più forte, ma il tuo fisico non reagisce. A tratti ti viene da piangere. Sono cose che in tv non si vedono: le telecamere stanno su quelli là davanti, loro che non sentono cos’è la catena. Ma la vera sofferenza è dietro.

Domenica ci siamo staccati subito in venti e abbiamo formato il 'gruppetto'. Se si collabora e si mantiene il proprio passo, il tempo massimo non è un grosso problema. I direttori sportivi aiutano, tenendo sempre informati sul ritardo e mantenendo alta la concentrazione. È anche grazie a loro che domenica abbiamo finito tutti la tappa. In quei momenti tremendi, anche le parole sono importanti per arrivare a tagliare finalmente la riga bianca. E per quelli del gruppetto può essere più importante di una vittoria. Perché allora tutta la sofferenza, d’incanto, scompare.

A volte mi dico che noi ciclisti non siamo normali. Fare fatiche di questo genere in certi casi è indescrivibile, e ti chiedi perché continui a farlo. Personalmente, ancora non mi sono dato una spiegazione. È riduttivo dire 'per passione'. Il fatto è che dopo tutta la fatica risali comunque in bici. Con la speranza che vada meglio, innanzitutto. E poi per il desiderio, forse irrealizzabile, di vincere. Solo quando vinci ti liberi veramente di tutto, è quando alzi le braccia al cielo che scarichi tutte le fatiche e le delusioni. Sono secondi nei quali ti senti davvero libero, leggero come una piuma. È un qualcosa che non riesco ancora a spiegare.

Per tutti questi motivi la giornata di ieri è stata di vero e proprio riposo. Relax totale. Mi sono bevuto una tisana, ho fatto quattro chiacchiere con lo staff e sono andato da Sergio (Podavini) per un bel massaggio. Avevo bisogno di stare in compagnia. Ho scaricato un po’ i nervi, perché la settimana che inizia sarà tosta, tostissima. A cominciare da oggi.

Eugert

 

 

("Zhupa del giorno" è il diario di Eugert Zhupa dal Giro 101, realizzato in collaborazione con Wilier Triestina - Selle Italia. Testo raccolto da Pietro Pisaneschi. Nella foto Eugert Zhupa veste un'elegante maglia Bidon, consegnatagli di persona alla partenza di Osimo).

 

 

 

 

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