Zhupa dell'ultimo giorno - Scandiano

Gli ultimi tre giorni sono stati talmente caotici che non ho trovato il tempo di mettere in ordine le idee. Lo faccio adesso che il Giro è finito e ho recuperato un po' di quiete. Riparto da dove avevo lasciato, raccontandovi questi folli ultimi giorni.

La tappa di sabato è stata difficile, il crollo di Pinot è lì a dimostrarlo. Personalmente però ho reagito bene. La consapevolezza di essere ormai vicino a Roma mi ha sostenuto sulle ultime, lunghe salite. Dopo la doccia in un piccolo albergo vicino all'arrivo, poi, siamo saliti sui bus che ci hanno portato in aeroporto. A mezzanotte eravamo già a Roma.
Devo dire però che la sfacchinata è stata ripagata appieno: correre a Roma è stata un'emozione unica, al di là delle polemiche. Sinceramente, i rischi c'erano: sampietrini, tombini coperti, spazi stretti per velocità altissime. A me però hanno infastidito di più alcuni manifestanti che ci hanno lanciato addosso dei volantini e poi ci hanno gridato "dovete morire". Mi sembra incoerente che persone che desiderano la pace poi augurino ciò a dei ciclisti...

Come promesso ci ho provato anche all'ultima tappa, ma ancora una volta la fuga non ha avuto successo. Stavolta però è stata colpa nostra. Non abbiamo trovato l'accordo, c'erano scatti continui. Avessimo collaborato come si deve, ci saremmo potuti giocare le nostre carte. Ma è andata così. Una volta appoggiata per l'ultima volta la bici al bus della squadra, per salire e fare la doccia, ho capito che il Giro già mi mancava. Mi ero abituato a quella vita. Al foglio firma, la mattina, con i tifosi a chiedere foto ed autografi. E poi alla corsa, alle emozioni che trasmette. Scoprire che il tuo fisico regge, e che puoi arrivare in fondo, è magnifico.

Sono stanco, ma anche rilassato. Ovviamente qualche rammarico c'è: è stato il Giro d'Italia con la media più alta di tutti i tempi, di fughe ne sono arrivate pochissime e molte squadre, anche migliori della nostra, non sono andate nemmeno vicino alla vittoria. Io ho dato tutto me stesso. Sono soddisfatto di essere uno dei 149 che hanno portato la bici fino all'ultimo traguardo. Sono arrivato penultimo, è vero, e questa cosa non mi piace. Però ho attaccato, sono andato in fuga e ho cercato di essere protagonista. Non sono rimasto in gruppo a limare, per risparmiare energie. A chi non apprezza tutto questo dico: venite a pedalare insieme a noi. Provate a capire cosa significa correre il Giro d'Italia.

Per il resto, sto tornando pian piano alla vita di tutti i giorni. Adesso la questione è perdere alcune abitudini, tipo mangiare la pasta di prima mattina. A svegliarmi presto invece continuerò, perché per me dormire è tempo perso. Mi allenerò, anche, visto che già domenica si torna a correre, a Lugano. Però questi pochi giorni che ho a disposizione voglio godermeli. Abbracciare i miei cari, guidare la mia macchina, andare al bar dai miei tifosi e poi sul mio monte, che tante volte ho citato in questo diario.

Già, il diario. Inizialmente pensavo che scriverlo sarebbe stata una cosa da poco, poi però ci ho preso gusto a raccontarmi e a dire la mia. L'ho fatto soprattutto perché ho capito che in questo modo potevo mostrare il lato meno impulsivo del mio carattere. E mi sono accorto che le persone hanno risposto con sempre più affetto. Mi sono sentito apprezzato per quello che sono, e per me, che in inverno stavo quasi per smettere (per i motivi che sapete), questa è una bella rivincita. Se sono un po' nel cuore delle persone allora significa che qualcosa valgo. Grazie. Non è escluso che decida di scrivere un libro prima o poi, in questo caso ho già in mente chi potrebbe aiutarmi…

Siamo all'ultima pagina. Alla fine questi 21 giorni sono volati via, nonostante tutto. La fatica, i mugugni, qualche offesa. Ci avrei tenuto molto a vincere una tappa, non era un mistero. Ma purtroppo io non sono né un campione né un vincente.
Ci riproverò, ad ogni modo. La stagione è ancora lunga. Voglio alzare queste braccia al cielo e liberarmi di tutto. Ne ho sempre un gran bisogno.

Eugert

 

("Zhupa del giorno" è il diario di Eugert Zhupa dal Giro 101, realizzato in collaborazione con Wilier Triestina - Selle Italia. Testo raccolto da Pietro Pisaneschi. Eugert Zhupa ha concluso il suo Giro d'Italia al 148° posto a 5h34'14").

 

 

 

 

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