Zhupa del giorno - Perugia

L'avevo detto che ieri sarebbe stata dura da subito, ma sinceramente non mi aspettavo un inizio di tappa così. È stato durissimo. È vero, non sono stato troppo bene negli ultimi due giorni, però mi assumo la responsabilità di essere partito in fondo al gruppo. Spero di riprendermi, perché sto soffrendo molto.

Prima che iniziasse il Giro avevo cerchiato la tappa di ieri sperando di arrivare davanti. Purtroppo il fisico non me lo ha permesso, sono arrivato in fondo anche ieri. Nel mio gruppetto in tanti avevano perso le speranze di arrivare entro il tempo massimo. Però mollare non è proprio da me, infatti dopo essermi ripreso dalle difficoltà iniziali mi sono messo in testa a tirare. Non sopporto chi si butta giù per niente.

Fatto sta che ieri ho visto solo nero tutto giorno. Non mi sono accorto di niente. Quando siamo passati di fianco a ciò che resta dell'Hotel Rigopiano, non ho avuto nemmeno il tempo di guardare. Ho tenuto lo sguardo fisso sul computerino tutto il giorno per vedere quanti chilometri mancassero all'arrivo e quanti minuti di margine avessimo per stare entro il limite. Così non ho fatto neppure caso alla figlia di mia cugina. Mi hanno detto che era a bordo strada con un cartello rosa, e sopra di esso il mio nome e un grande cuore. Mi dispiace, ma non mi sono accorto di nulla.

Comunque è bello pensare che lungo il percorso del Giro si possa incontrare qualche parente. La mia famiglia, inoltre, è numerosissima, quindi è facile rintracciare qualche Zhupa risalendo l'Italia. Mio padre Namir (conosciuto però a Scandiano come Mirko) ha 5 fratelli. E il ramo di mia madre non è da meno. Tutti i miei zii e cugini stravedono per me, sono i miei primi tifosi. In Albania vivevamo tutti sotto lo stesso tetto, siamo cresciuti insieme. Per gli Zhupa la famiglia è sacra, e forse proprio questo legame ci ha permesso di non perderci di vista neppure quando siamo arrivati in Italia. I primi furono proprio mio padre e i miei zii. Poi sono arrivato anche io, quando avevo 6 anni.

Ma rispetto a loro io sono stato un privilegiato. I sacrifici veri li hanno fatti mio padre e i suoi fratelli, che hanno fatto mille lavori saltuari prima di trovare un impiego stabile a Scandiano, nel settore della ceramica. Io quando arrivai trovai tutto pronto, dai documenti al banco di scuola. Rispetto a tanti miei compaesani ho avuto la strada spianata. È andato veramente tutto bene nella mia infanzia.

Magari potesse andare allo stesso modo qui al Giro. Devo darmi una mossa se voglio lasciare un segno in questa corsa. Vorrei tanto una vittoria, ma so che questa volta non ci sarà nessuno a spianarmi la strada.

 

Eugert

 

("Zhupa del giorno" è il diario di Eugert Zhupa dal Giro 101, realizzato in collaborazione con Wilier Triestina - Selle Italia. Testo raccolto da Pietro Pisaneschi).

 

 

 

 

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