Un Giro a ruota di Zhupa

Finché sono in corsa li vediamo tutti, o almeno li possiamo intravedere. Certo, di questi tempi se le inventano di tutte per rendere i corridori indistinguibili, quasi automi del pedale, differenziati soltanto dai colori di maglie - pure queste sempre più somiglianti tra loro.

Ci fossero dei microfoni in gruppo, ecco, almeno potremmo distinguerli grazie a lingue ed accenti diversi, voci squillanti e baritonali. Però, a pensarci bene, sarebbe soltanto un lungo beeep: troppo diretto il linguaggio del pedale per una diretta TV.

E allora si tentano altre strade per provare a svelare gli uomini che stanno racchiusi dietro le uniformi attillate: sorrisi, gestualità, gusti cinematografici e musicali snocciolati in sovraimpressione. Finché sono in gara, i corridori sono lì; non scappano, se non per andare in fuga. Ma è quando la corsa finisce, nel cono d'ombra tra una tappa e l'altra, che la loro umanità emerge con prepotenza.

A Bidon ci siamo sempre chiesti come decifrare costoro che pedalano, come sbirciare in quell'ombra senza risultare indiscreti. Ce lo chiediamo soprattutto durante le corse a tappe, quando il ciclismo si trasforma in un'enorme gita di classe, tre settimane in cui lo spirito dei corridori da monastico diventa guascone, e poi di nuovo ascetico, cambia con l'alternarsi dei panorami e delle pendenze. Venti giorni in cui questi uomini in viaggio faticano e cambiano; in definitiva, crescono.

Per seguire il percorso nascosto del Giro d'Italia che sta per iniziare siamo riusciti a infiltrarci per la prima volta dentro il trolley di un corridore.

Abbiamo scelto per l'occasione uno di quelli che ci piacciono di più, che vincono poco ma attaccano appena possono, che vivono il ciclismo col vento in faccia, il sorriso sulle labbra e le borracce a portata di mano.

Il Giro 2018 di Bidon sarà in compagnia di Eugert Zhupa, 28 anni, 4 stagioni da professionista e altrettante vittorie, tutte ottenute in terra albanese. Nato a Rrogozhinë e cresciuto a Scandiano, italiano d'adozione e di pedalata, è un fuggitivo per vocazione. Nel 2015 è diventato il primo albanese di sempre al via del Giro, ed è uno dei corridori più combattivi ed entusiasti del gruppo.

Lo conosceremo gradualmente: grazie alla collaborazione con la Wilier Triestina-Selle Italia ogni giorno ci metteremo virtualmente in scia a Zhupa. Ci faremo raccontare il ciclismo che non si vede, assaporeremo in ogni città del Giro la "Zhupa del giorno". Sappiamo già che avrà un gusto nuovo.

La prima pagina di questo speciale diario di bordo sarà online domattina sul Facebook di Bidon. A partire dal rientro in Italia della corsa rosa, poi, l'appuntamento diventerà quotidiano. Buon viaggio!



 

 

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