Zhupa del giorno - Motta Sant'Anastasia

È bastato uscire dall'aeroporto di Catania, questa mattina, per accorgermi che il Giro era finalmente approdato in Italia. Devo essere sincero, non vedevo l'ora di tornare. Adesso mi sento veramente al Giro d'Italia. In Italia. Perché sono albanese, ma qui io mi sento a casa mia.

Un arco di palloncini -rosa, ovviamente - e un sacco di tifosi ad accoglierci. Non che in Israele non ci fossero, ma è come se lì mancasse il vero spirito del Giro. Qui è diverso, tutti vogliono un selfie con te, un autografo, qualcuno ti incoraggia e ti dà una pacca sulla spalla. Magari non ti riconoscono nemmeno, o ti scambiano per qualcuno più famoso, però comunque vogliono un ricordo del Giro d'Italia. E per tutti loro il Giro sei tu che lo stai correndo.

Uscito dal terminal ho firmato una foto e poi mi sono messo le cuffie. La scelta questa volta è ricaduta su Benny Benassi, uno dei miei idoli musicali e un grande appassionato di ciclismo. Oltretutto abitiamo pure vicini, essendo io di Scandiano e lui di Albinea – anche se finora non ci siamo mai incontrati. Sarebbe stato bello ascoltare qualcuno dei suoi pezzi durante la tappa nel deserto. Una giornata parecchio noiosa, strade infinite. Tutti si aspettavano un gran caldo, invece essendoci foschia abbiamo pedalato senza problemi. Nessuno alla fine ha consumato le quindici borracce che i massaggiatori avevano preparato per ciascuno di noi.

In assenza di musica, durante queste lunghe tappe l'atmosfera del Giro può darti una grossa mano. Se riesci a rendertene conto. Perché circolano dei video con delle ragazze in topless tra i cammelli, però io le uniche donne che ho visto nel deserto sono quelle in tenuta militare che sorvegliavano il nostro passaggio. E allora che si fa? Una battuta con il compagno, due chiacchiere in gruppo, i preparativi per la volata. Ed ecco che i fuggitivi sono ripresi.

A proposito di fughe, domani (oggi per chi legge) potrebbe essere il giorno buono. Al quarto Giro dovrò pur imbroccare la fuga giusta, una volta! Sento che posso esserne in grado, e ci credo. Per il resto, dobbiamo fare di più per Kuba (Mareczko). Siamo un bel treno e dobbiamo puntare alla vittoria. Ce la meritiamo. A Tel Aviv siamo stati perfetti, mentre a Eilat ci siamo un po' disuniti nel finale un po' troppo caotico. Dopodomani torneremo tutti a lavorare per Kuba, andrà meglio.

Adesso però basta scrivere e basta sogni. Marco già sbuffa: dobbiamo vedere una nuova puntata di The Punisher, poi letto. Il Giro domani ci attende, dobbiamo affrontarlo col sorriso.

Eugert

 

("Zhupa del giorno" è il diario di Eugert Zhupa dal Giro 101, realizzato in collaborazione con Wilier Triestina - Selle Italia. Testo raccolto da Pietro Pisaneschi. Jakub Mareczko, il velocista per cui lavora Zhupa nelle tappe pianeggianti, si è piazzato 2° nella seconda tappa e 4° nella terza).

 

 

 

 

 

 

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