[Ronde van Vlaanderen 2018] Un gran bell'accontentarsi

Nel 1983 un'improvvisata gang di Amsterdam in cerca di soldi facili decise di rapire l'uomo più ricco d'Olanda. I cinque amici sequestrarono Freddy Heineken, il tycoon della birra, e chiesero il riscatto più alto mai pagato per un ostaggio: 35 milioni di fiorini. È questa la premessa della storia (vera) raccontata nel romanzo "The Kidnapping of Freddy Heineken", il libro preferito di Niki Terpstra - e anche l'ispirazione principale del piano con il quale il passista della Quick-Step è riuscito a vincere il Giro delle Fiandre 2018.

Perché di quel romanzo Terpstra non ama tanto la storia in sé, ma l'insieme dei dettagli che compongono il quadro e scatenano gli eventi. Il dettaglio fondamentale del suo Fiandre, di un rapimento talmente ben riuscito da non necessitare nemmeno di un riscatto, è la scelta del punto giusto dove mettersi in azione. In una gara come il Fiandre ci sarebbero infiniti punti possibili per mettersi in azione, Cancellara ha detto una volta che questa corsa è "un misto di tutto in cui devi aver paura di tutto". Terpstra però ha in mente un punto preciso, e non è sui muri, ambito d'elezione dei testa a testa, dove ci si guarda negli occhi soffiando via la nebbia della fatica. Non è nemmeno sul pavé, che col suo ballonzolare distrae muscoli e pensieri. È verso l'Hotondberg, la vetta più alta delle Fiandre Orientali. Con i suoi 156 metri di altezza, l'Hotondberg svetta sul balbettante paesaggio fiammingo: è un raro avamposto da cui scrutare l'orizzonte e avere una chiara visione d'insieme. Per raggiungerlo si imbocca un muro strano, circondato da case e da affetto, il vecchio Kruisberg. Qui l'orizzonte delle Ardenne Fiamminghe si spalanca e il piano di Terpstra si realizza.

Mentre lui si accoda a Nibali, i suoi complici circondano l'avversario più temibile e lo imbavagliano. La presenza di Gilbert, Stybar e Lampaert è un sacco sulla testa e sulle gambe di Sagan, che certo lo sapeva che avrebbero voluto farlo prigioniero, d'altra parte è il destino dei più forti, o dei più ricchi, lui di talento ne ha a miliardi; eppure si fa incastrare un'altra volta, reagisce troppo tardi all'imboscata. Il picchetto di guardia della Quick-Step è nient'affatto improvvisato: irretisce anche Van Avermaet. Cortina e Pedersen sono forti e vinceranno, un giorno, ma non oggi. Così Terpstra insiste e guadagna, rotola via la pietra dal sepolcro e trionfa.

Nel museo di Oudenaarde, poco distante dalla linea d'arrivo su cui esulta a braccia larghe, c'è una parete con su scritti i dieci comandamenti di Alberic "Briek" Schotte, uno che sul Sinai non è mai salito, ma sul podio della Ronde sì, due volte sul gradino più alto. "Accontentati di ciò che hai", dice il primo. Niki Terpstra, sequestratore, passista, piano B che diventa piano A, consumatore seriale di libri gialli e di strade sconnesse, ha aggiunto il Fiandre alla Roubaix che già possedeva. Un gran bell'accontentarsi, non c'è che dire.

 

 

 

 

 

 

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