#SdG (e11) - Una iurnata smèusa

Si parte con un nuovo omaggio al Sudafrica. Stavolta Daryl Impey non c'entra, ma potrebbe c'entrare la scomparsa (la notte scorsa) di Johnny Clegg, grande popstar nazionale nonché autore della canzone preferita di Chris Froome:

Le premesse della tappa sembrano invece un omaggio a un grande della letteratura italiana: la Albi-Toulouse si annuncia come un racconto in cui mancano soltanto un commissario e il suo cantore.

«A stimare da come l'alba stava appresentandosi, la iurnata s'annunziava certamente smèusa, fatta cioè ora di botte di sole incaniato, ora di gelidi stizzichii di pioggia, il tutto condito da alzate improvvise di vento».

In gruppo ci si aspetta ancora qualche alito di vento, dunque. Tanto basta per provocare un certo nervosismo alla partenza. Lilian Calmejane, cresciuto di fianco alla linea del via, si informa con Julian Alaphilippe riguardo alle possibilità di fuga.

Dialogo fruttuoso per Lilian: permesso accordato. Gli fanno compagnia Stéphane Rossetto, Anthony Perez e Aimé De Gendt.

Ma nessuno si fida troppo a lasciarli andare, specie con il vento che - dicono - incomba. Un'attesa nervosa, frustrata dalla mancanza del soggetto tanto temuto. E quando c'è nervosismo, inevitabilmente, si cade:

Tanto nervosismo, soprattutto, fa venir fame:

E il cibo, finalmente, distrae l'inseguimento:

Lo stomaco fa dimenticare le preoccupazioni e il vento finisce per agitare soltanto loro, i protagonisti predestinati di giornata, attesi per 10 tappe e un dì di riposo: i girasoli:

(Con buona pace di Juan Antonio Flecha, al Tour come commentatore tv, che non deve essere stato avvisato e ha puntato sulle mimose,

e di questo signore, forse un parente di Gianfranco D'Angelo, che preferisce la fauna alla flora.)

I girasoli intanto sbatacchiano indisturbati al passare del gruppo, 

accompagnandolo verso un finale già scritto: Sarà volata!

Le volate sono un appuntamento strano in questo Tour. Non si è ancora capito chi è il velocista più forte, sicché i treni nel dubbio deragliano, e ogni volta si apre la porta alla sorpresa.

Oggi il duello è tra Dylan Groenewegen e Caleb Ewan:

I due si sfidano e si spingono, ma a un certo punto arriva la linea bianca e con lei lo slancio finale:

Caleb Ewan vince e per lo sforzo invecchia tutto d'un tratto, senza nemmeno ricorrere a FaceApp:

Ma dietro al volto trasfigurato dalla fatica c'è un ometto commosso. Ha dovuto aspettare aspettare quattro anni per esordire al Tour, dodici giorni per timbrare la sua prima vittoria alla Grande Boucle.

Una lunga attesa che viene celebrata a turno anche dagli ex-compagni:

«Montalbano si commosse. Quella era l'amicizia vera, che si basa sul non detto, sull'intuìto: uno a un amico non ha bisogno di domandare, è l'altro che autonomamente capisce e agisce di consequenzia».

 

 

 

A cura di Filippo Cauz.

 

PS - Della tappa odierna senza immagini ne parleremo tra poco nella nuova puntata del nostro podcast "Bonsoir Bidon". Non sappiamo esattamente quando, ma se seguite i nostri social, questo sito o il gruppo Telegram lo scoprirete non appena sarà online.

 

 

 

 

 

 

 

 

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