Tappa 7: Il cielo addosso

“Tutto nero.

Sono svenuto. Ma mi sembra di essere ancora cosciente.

Sono morto. Ma i morti sentono ancora dolore?

Cos’è successo? Stavo correndo in bicicletta. Ho la sensazione che il cielo mi sia piovuto addosso.

Si, il cielo m’è piovuto addosso.

Il cielo era dunque finto! Si è staccato e mi ha coperto. Il cielo era finto! L’ho sospettato tante volte. L’assurda bellezza della volta stellata non poteva essere vera, così come le nuvole. Troppo cangianti. Tutte le preghiere rivolte al cielo sono state sprecate, dunque. Era finto.

Il cielo si è staccato e mi ha travolto. In vita mia non ho mai sospettato, però, che il cielo fosse di plastica.

Chissà cosa c’è adesso in alto? Forse un altro cielo più resistente di quello di prima. O direttamente lo spazio. In fondo questa storia dell’atmosfera non l’avevo mai capita bene. C’è una cosa che non mi spiego. Perché se il cielo è azzurro mi sembra di essere ricoperto da plastica rossa? Non eravamo ancora al tramonto. Stavo correndo una tappa al Tour e saranno state al massimo le cinque. Forse il cielo cadendo è tramontato. Io sono rimasto sotto.

Chissà se sono l’unico coinvolto o se tutta l’umanità è stata sotterrata dall’enorme coperta del cielo? Eppure mi sembra di sentire ancora le voci del pubblico. Forse s’è staccato solo un pezzo di cielo e ha colpito solo me. Forse è il buco nell’ozono che riprende ad allargarsi. Aspetta! Vedo una luce! Allora sono morto davvero! Sicuramente è la famosa luce in fondo al tunnel che vedono tutti. Arrivo... eccomi! Finalmente capirò perché il cielo ha preso me come bersaglio, capirò il senso di tutto. Vedo la luce. Arrivo”

 

Forse non saranno stati esattamente così i pensieri di Adam Yates. Il cielo non gli è piovuto addosso. È semplicemente stato colpito dall’arco dell’ultimo chilometro che si è sgonfiato. Tutto è andato a finire bene, ma resta qualcosa di biblico. Perché è quotidiano vedere qualcuno cadere nell’ultimo chilometro, ma mai s’è visto l’ultimo chilometro cadere su qualcuno. Non è il cielo, ovviamente. Ma ti colpisce, in tutti i sensi.

Il cielo in ogni modo alla fine l’ha premiato. Yates da domani vestirà la maglia bianca. Certo, bisogna capire quanti danni ha riportato nell’incidente. Ma si sa come vanno queste cose: il cielo dà, il cielo toglie.

 

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