Tappa 8: Mentre prendi la borraccia

Cara persona che leggi quest’articolo,

non ci conosciamo ma vorrei per un attimo soffermarmi con te e cercare di essere onesti.

Non so che lavoro fai, dove vivi, che vita conduci. Probabilmente, come me, avrai le tue gioie e i tuoi dolori. Le tue soddisfazioni e le tue frustrazioni. Ci saranno dei giorni nei quali sarai contento e ti piacerai moltissimo e dei giorni nei quali sarai insoddisfatto.

Se sei un individuo adulto avrai cominciato a percepire la fitta rete di relazioni e come questa possa essere un soccorso ma anche una ragnatela asfissiante.

Le persone che frequenti, che incontri a casa, a lavoro, nel condominio, in palestra, ti conoscono, sanno come sei fatto e tu ormai ti conosci e sai come sei fatto. Va bene, nell’età adulta aumentano le certezze. Hai ragione, cara persona che leggi quest’articolo: crescendo ti riconosci e ti riconoscono. Va tutto bene.

Ma una volta però, caro sconosciuto, non avresti voglia anche tu di buttarti in discesa e stupire tutti?

Non avresti voglia anche tu di sovvertire le aspettative e lanciarti a capofitto nella discesa del Peyresourde?

Cara persona che leggi quest’articolo, immagina la gioia bestiale di Froome questa sera dopo la tappa. “Non era programmato”, dice, “Mi sono divertito”. Il robottino Froome non era così robottino e sarà stato felice di non essere stato programmato, per una volta. E che bella la sensazione di correre finalmente tutta un’altra tappa. Chissà quante volte lui stesso avrà pensato di essere scarso in discesa!

Sarebbe bellissimo con un colpo di mano seguire l’istinto che abbiamo educato e che non ci fa fare qualcosa che abbiamo anche dimenticato di desiderare. Indossare una tunica, correre nudi coperti di miele, nuotare sino a Messina, truccarsi da uno dei Kiss, mangiare pasta col pesto a colazione, cambiare lavoro, città, compagna, fare un figlio, un murales, una vendemmia, un pupazzo di neve con i tappi. Quello che ti pare!

Che importa se assumi una posizione che ti fa sembrare un gallinaceo! Ridete pure, tanto io sto picchiando in una discesa vertiginosa. Il primo a ridere sono io, nello scoprirmi così diverso, così potente, così infinitamente più duttile di come io stesso avrei immaginato.

Cara persona che leggi quest’articolo, sappiamo entrambi che questa cosa difficilmente succederà, perché scoprirsi diversi da come ci pensiamo ha un costo che non tutti siamo disposti a pagare. Ma sarebbe bello, solo questo ti dico caro amico di Facebook, sarebbe bello, per una volta, lanciarci in discesa. Avere finalmente il via libera, perché qualcuno si è distratto a prendere una borraccia. E quel qualcuno siamo noi stessi.

 

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