Tappa 11: Accontentatevi

Questo non è l’articolo che avevo scritto per la tappa di oggi.

Ho dovuto scriverne un altro alla svelta, questo che leggete. Nell’articolo che avevo scritto per oggi c’era un’intensa descrizione del fascino delle volate e del gruppo compatto. Era davvero bello ma purtroppo non potrete leggerlo.

Sarebbe fuori luogo pubblicarlo. Per non arrivare sempre all’ultimo avevo cominciato a scriverlo già stamattina con l’idea d’inserire a fine tappa il nome del vincitore. Kittel, Greipel o Cavendish.

Purtroppo gli eventi l’hanno reso inutilizzabile e dovrete accontentarvi.

Mi ero messo d’impegno, ho lavorato al computer tutta la mattina ed avevo attenuto un articolo veramente poetico. Ho dovuto attingere a tutta la mia fantasia per poter raccontare qualcosa d’interessante su di un’ennesima volata. E ci ero riuscito, ve lo garantisco. Dalle 9 alle 13.30 sono rimasto al computer per inanellare immagini ardite, aggettivi delicati e similitudini evocative. Ero tranquillo perché la tappa di oggi presentava l’altimetria di una livella ed era scontato che finisse in volata. Kittel, Greipel o Cavendish.

Mi sono anche fatto i complimenti per essere riuscito a creare un connubio tra lirismo ed ironia. Era senza dubbio il mio migliore pezzo sul Tour. Purtroppo non lo leggerete.

Come saprete la tappa di oggi non è finita con una volata di gruppo. Non ha vinto né Kittel né Greipel né Cavendish. Ad undici chilometri dall’arrivo Sagan e Froome si sono inventati, con i rispettivi compagni di squadra, un’azione esaltante ed inaspettata. Si sono lanciati nel vento verso il traguardo. Non potevo proprio aspettarmelo. Froome che attacca in pianura è inimmaginabile. Un colpo di scena imprevisto, uno schiaffone all’attendismo, un inno al coraggio ed alla fantasia da quello che fino all’anno scorso ha rappresentato il calcolo, la programmazione, lo scontato.

Guardando quelle immagini, affianco all’esaltazione, si è fatta avanti la dura consapevolezza: addio articolo meraviglioso sul fascino delle volate.

Probabilmente ciò che è scontato, nel ciclismo, non lo è fino in fondo. Tutti quei chilometri di campagna a gruppo compatto in vista di una volata, assumono un altro valore con tappe come quella di oggi, perché d’improvviso tutto può cambiare e ciò che era scontato non lo è più. Basta il vento laterale, l’intuizione di un corridore, un caso fortuito e tutto cambia.

Clicco sul mio articolo e seleziono “sposta nel cestino”. Cercando di attenuare l’amarezza penso che è meglio vedere tappe belle piuttosto che leggere articoli belli su tappe brutte.

Svuoto il cestino e mi lancio nel vento. Voi accontentatevi.

 

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