Tappa 16: Colpo di reni

Ci sono infiniti modi per perdere.

Uno bello è quello di non capire dov’è la linea del traguardo.

Oggi Kristoff non l’ha capito ed ha perso. La discriminante, al fotofinish, pare sia stata il colpo di reni.

Sagan, che ha vinto, lo ha dato. Anche Kristoff, che ha perso, lo ha dato. Ma dopo il traguardo. Perché non aveva capito dov’era, il traguardo.

Una questione di tempismo, in fondo, come tutto il ciclismo d’altronde.

Ci dev’essere rimasto anche molto male, Kristoff.

Sulla linea del traguardo ha stretto i pugni esultando per una vittoria che non c’era. Ha capito dopo, che aveva perso. Ha dato il colpo di reni dopo, ha esultato dopo, ha capito dopo. In fondo gli è venuto tutto bene, ma dopo. Perché non aveva capito dov’era il traguardo, o forse se l’era immaginato un po’ più avanti di dov’era.

Come arrivare puntuali all’aeroporto, trovare parcheggio, fare la fila al check-in e scoprire che il volo partiva il giorno prima. Hai fatto tutto giusto ma in ritardo. Fin quando non sei davanti alla hostess che ti fa notare l’errore, tutto va bene e dentro di te sei pronto a partire in vacanza.

Visto da un altro punto di vista, dunque, Kristoff ha vinto, ma su un traguardo che non c’era o che non coincideva con quello che hanno visto gli altri. Se non avesse mai dovuto scendere a patti con quello che diceva la giuria, sarebbe ancora vittorioso dentro di sé.

È solo una questione di tempismo, in fondo. Quanto può essere lungo il tempo delle illusioni? 

 

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