Tappa 17: L'attesa

Aspettiamo...

Cosa aspettiamo?

Si aspettano tante cose.

Si aspetta l’estate, si aspetta il pullman, si aspetta il colpo di scena.

Per tutto un anno, ad esempio, un appassionato di ciclismo aspetta il Tour de France, la gara ciclistica più importante al mondo. Quando il Tour inizia poi ci si accorge che ci sono delle altre cose da aspettare. Si aspetta il primo arrivo in salita, poi i Pirenei e dopo il Mont Ventoux, la cronometro, le Alpi... e via via passano i giorni aspettando il prossimo.

Aspettiamo...

A differenza di quello che si dice, aspettare può essere una cosa bellissima. L’attesa è piena di possibilità. Il periodo nel quale Valentina aspettava nostro figlio è stato uno dei più belli della mia vita. Così come tutti ricordiamo con grande gioia e tenerezza quando da bambini si aspettava Babbo Natale.

Aspettiamo...

Nell’attesa s’immagina ciò che sta per succedere ed è tutto possibile. Gli scenari, i protagonisti, gli eventi, tutto si accende di curiosità ed eccitazione. Gli orizzonti d’attesa si ampliano ed ognuno, nella sua testa, mette assieme ciò che deduce con ciò che desidera. Aspettare può essere elettrizzante.

Dunque aspettiamo...

Sul divano, ad esempio, penso sempre che nella prossima salita succederà qualcosa di eclatante: Tizio attaccherà spiazzando tutti, Caio con un gesto bellissimo gli andrà dietro, Sempronio non riuscirà a tenere il passo ma lotterà per conservare la maglia gialla. La prossima salita è sempre quella dove succederà qualcosa. La prossima tappa è sempre quella decisiva. La prossima settimana sarà sconvolgente.

Aspettiamo...

Aspettare prevede uno slancio ottimistico, una speranza. Aspettiamo solo se pensiamo che qualcosa arrivi. E mentre mi sistemo i cuscini dietro la schiena penso che questo qualcosa certamente arriverà, probabilmente alla prossima salita.

Aspettiamo...

Il problema non è dunque aspettare, ma cominciare a sospettare che forse quello che ci aspettiamo non arriverà. La prossima salita sarà esattamente uguale alla precedente. Lo scatto di oggi verrà vanificato esattamente come quello di ieri. Non ci sono più carte da svelare, solo conseguenze da trarre. Non dobbiamo più aspettarci niente. I giochi sono fatti, la corsa è decisa. La cosa triste non è, dunque, aspettare ma smettere di farlo. Babbo Natale non viene più.

Questa è la mia riflessione sulla tappa di oggi. A parte Zakarin, la corsa odierna mi lascia un po’ di aspro nella bocca. Non ci sono colpe da assegnare, ma semplicemente orizzonti da restringere. Molte attese si sono smontate. Oggi è andata così.

Ma forse domani sarà diverso.

Aspettiamo...

 

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