Tappa 20: La crisi

Chi ci vede sempre più lontano degli altri dirà che se n’era accorto da ieri.

Chi è disposto a giustificare dirà che è normale.

Chi è epico parlerà della grandezza della sconfitta.

Chi è tecnico elencherà le cause.

Chi è suo tifoso, con una lacrima, gli dedicherà un applauso.

Chi è tifoso di qualcun altro gli dedicherà un applauso, senza lacrima.

Chi è ciecamente tifoso di qualcun altro esulterà.

Chi si vuole indignare vedrà delle ingiustizie in classifica.

Chi è bravo a fare classifiche darà dei voti.

Chi segue il ciclismo da prima di te dirà che era ovvio.

Chi è abituato a giudicare emetterà una condanna.

Chi è cinico parlerà di un pugno di mosche.

Chi è sentimentale parlerà di una carezza in salita.

Chi è ottimista parlerà dell’anno prossimo.

Chi è appassionato parlerà delle olimpiadi.

Chi è annoiato parlerà noiosamente di noia.

Chi è equo dirà due cose contemporaneamente, una a favore e l’altra no.

Chi è ciclista racconterà un suo episodio analogo.

Chi è storico racconterà tutti gli episodi analoghi.

Chi è disinteressato parlerà del pranzo di domani.

Chi è entusiasta parlerà di tifo, gloria, sudore e salite.

Chi è silenzioso non parlerà, ma penserà qualcosa che non dirà a nessuno.

Chi è gentile ringrazierà comunque.

Chi è spicciolo tirerà le somme.

 

Tutti avranno qualcosa da dire sulla crisi di Fabio Aru.

A un passo dalla fine, a una manciata di secondi dal podio, tutto è sfumato.

Ed io cosa ne penso? A che categoria appartengo? No so… Forse sono un tifoso… Anche se l’amarezza mi ha avvicinato al cinico… Rimango comunque entusiasta… Ma poi bisogna essere spiccioli… Non lo so...

In fondo penso che tutti avranno qualcosa da dire perché qualcosa di cui parlare c’è stato. La medietà fa meno rumore e forse ottiene più risultati. Meglio fallire che fare tutto giusto da fermi.

Io la penso così. Allora forse sono epico.

 

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