Tarallucci e Giro: 01 giugno

Tarallucci e Giro è una raccolta mattutina di appunti del giorno prima. Un deposito di cose viste e sentite, dette e scritte. Per fare ordine, ma in qualche caso anche per aggiungere. 

Qui dentro si mischiano stili e riferimenti senza ritegno. Ci finiscono dentro pagelle e borracce, piccole analisi e brevi racconti, qualche foto e un buon numero di citazioni. Cominciamo.

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Ieri, 01 giugno, ventesima tappa del Giro d'Italia, abbiamo parlato di:

- Olivier Le Gac, pescatore e gregario della Groupama, in Kings of Bidons, lo spazio riservato ai portaborracce;

- massaggiatori, asciugamani e bambini dispersi, nello spunto post-tappa;

- tutto il resto (più o meno) nel ventesimo episodio di Giroglificiil nostro podcast dedicato al Giro.

Se non ne avete ancora abbastanza, qui di seguito qualche aggiunta.

 

LA MUSETTE DEL GIORNO

Borracce complementari: Mikel Landa e Richard Carapaz non hanno nemmeno più bisogno di parlarsi. Sanno che oggi nessuno più gli chiederà chi dei due sia il capitano, tanto hanno dato sempre la stessa risposta. Landa ha difeso la maglia di Carapaz, Carapaz ha incoraggiato il sogno del podio di Landa, gli ha aperto la strada per una volata conclusa a capo chino, con un secondo posto e l’enigmatico sorriso di sempre.

Borraccia raddoppiata: tra Murgia – dov’è nato Mikel Landa – e Guernica – dov’è nato Pello Bilbao – ci sono appena 60 chilometri di distanza, che si riducono a pochi centimetri sulla linea d'arrivo di Monte Avena. Maggiore distanza, di sicuro, c’è tra gli stati d’animo a fine corsa dei due baschi protagonisti del Giro: qualcosa suggerisce che dopotutto tra i due vicini sia Pello il più giulivo.

Borraccia infuriata: La reazione di Miguel Ángel López nei confronti del tifoso che ha provocato la sua caduta ha diviso gli addetti ai lavori tra chi ha condannato senza discussione il gesto e chi invece ha provato a giustificare l’emotività del colombiano. La giuria si è schierata con i secondi, comminando invece una sanzione a Primož Roglič, 'colpevole' di non aver stoppato un tifoso intento a spingerlo. #GiroCasino.

 

VISTO AL GIRO

In cima al Rolle (I)

In cima al Passo Rolle c’era un po’ di gente matta <3

Abrazos

Giulio Ciccone è giovane ed euforico, Markel Irizar è vecchio e commosso. Il loro abbraccio in cima al Monte Avena, al termine della tappa che ha ufficializzato la maglia azzurra di Ciccone, è una delle immagini più belle di questo finale di Giro.

In cima al Rolle (II)

In cima al Passo Rolle c'era poca gente sobria  <3

Chi ha detto banana?

Foto senza commento.

Pole Denz

Nico Denz non ha vinto nemmeno questa tappa, ma di musica dance all'arrivo se ne è sentita fin troppa. Per la gioia degli smontatori di transenne, che a differenza di tutti gli oltri possono contare anche su un palo.

 

SENTITO AL GIRO

«Andiamo a vedere chi è il detentore della maglia rosa, che ricordiamo è solo a un giorno dall'esaurimento»
(lo speaker Paolo Mei è convinto che nella crono di Verona Carapaz avrà un’inevitabile crisi nervosa) 

«Vincenzo Nibali ha rotto gli argini»
(alla ventesima tappa, Andrea De Luca è ancora in piena)

 

 

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