L'estate sta finendo, la settimana dei mondiali si avvicina e noi ci rimettiamo in viaggio per raccontarvi i sogni e le strade dei ciclisti in fuga.

Nei prossimi giorni ci saranno due appuntamenti di presentazione di "Vie di fuga".

 

Largo sulla destra della carreggiata, Roglič controlla la situazione senza affanno. Oddio, un minimo di affanno in realtà traspare dal suo aspetto: la bocca aperta, il capo ondeggiante, il passo non esattamente forsennato.

"Mai burlarsi di un drago vivo - Storie e visioni dal Tour de France 2021" è la raccolta dei brani scritti da Leonardo Piccione nel corso della Grande Boucle 2021. Il libro è disponibile sia in versione digitale che in versione cartacea: maggiori informazioni a questo link.

 

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In un’intervista rilasciata cinque anni fa, nel mezzo della ribalta seguita all’oro conquistato un mese prima a Rio, Elia Viviani si lanciò in un pronostico molto preciso. «Segnatevi i nomi di questi ragazzi» – disse – «perché a Tokyo saranno grandi protagonisti».

Il regolamento delle gare di inseguimento a squadre maschili è semplice: quattro ciclisti per parte prendono il via dai due rettilinei opposti della pista, chi per primo raggiunge l’avversario vince. Si chiama “inseguimento” per questo.

"Mai burlarsi di un drago vivo - Storie e visioni dal Tour de France 2021", la raccolta di brani scritti da Leonardo Piccione durante la recente Grande Boucle, con l'aggiunta di un post scriptum olimpico e una prefazione a cura di Filippo Cauz da oggi è disponibile in versione digitale, presto si potrà ordinare anche la versione cartacea.

Al centro della t-shirt che Primoz Roglič indossa mentre atterra in stile Telemark sul podio olimpico campeggia una linea spezzata.

Questa linea forma tre punte, la centrale un po’ più alta delle laterali: è il profilo stilizzato del Monte Tricorno, cima più alta e monumento nazionale della Slovenia, luogo tanto importante da costituire lo stemma stesso del Paese e apparire in bella vista (in alto a sinistra) nella bandiera che i risultati del ciclismo di questi anni hanno reso via via più abituale.

Non esiste una definizione di Tom Pidcock, se non qualche attributo generico. Non ci sta tutto Pidcock nella ristretta scatola del "ciclista". Come si può mettere limiti a uno che del ciclismo ne ha percorso pressoché ogni sentiero sin dalla più tenera età?

La gara olimpica femminile si è mossa in quel momento di transizione tra la notte il giorno, quando la luce precede l'alba e confonde chi ancora deve andare a dormire e chi si è appena svegliato. Con una costante: Anna Kiesenhofer in fuga, sempre lì.

L'ascesa al Monte Fuji è scandita da una serie di stazioni. Passaggi obbligati nella fatica della scalata, una via crucis alle prese col suo Golgota.

Qualche secolo fa si partiva da lontanissimo, dai lembi marginali dell'immane cono che è il monte sacro del Giappone. Erano necessari giorni di cammino per avvicinarsi alla vetta, passando da una stazione all'altra: ad ogni passaggio si trovava accoglienza, cibo e ospitalità presso le confraternite di monaci che accudivano il vulcano e il destino dei pellegrini.

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