Il nipote di Ercole Gualazzini gioca a calcio, in serie A. La scorsa settimana ha segnato all'ultimo minuto, sotto gli occhi del nonno.

Articolo pubblicato per la prima volta l'8 luglio 2016 al termine della 7a tappa del Tour de France, e poi incluso nella raccolta "Se qualcuno viene mi fa piacere".

 

Il suo viso era bello e allegro. I suoi occhi verdi e amorevoli. Era mite con tutti, ma nella sua ira non c’era perdono.

Raymond Poulidor è morto a 83 anni. Era un ex-corridore da più di quattro decenni, ma i francesi lo consideravano ancora e a tutti gli effetti un simbolo, un mito vivente, l’incarnazione stessa del Tour.

In questa fotografia ci sono quattro corridori e un muro. E tra loro il più famoso è l'unico ad essere scomparso, esattamente 30 anni fa: il muro.

L’autunno comincia con la cascata di foglie che investe i corridori mentre arrancano sul Muro di Sormano. È un sipario dal quale appaiono per primi Ciccone e Majka, traini di un gruppo che intanto perde un pezzo dopo l’altro.

Il Giro di Lombardia è un setaccio, separa gli esausti-che-non-ne-hanno-proprio-più dagli esausti-pure-loro-ma-con-ancora-un-briciolo-di-energia; chi non ha null'altro da chiedere alla sua annata da chi qualche altra domanda gliela farebbe comunque, a questo 2019, per curiosità o per ingordigia.

Quello di ieri è stato un mondiale di gambe.

Gambe grosse, tornite, tirate. Gambe che spingono e s’impastano, che rilanciano e s’incatramano.

Ad Harrogate Matteo Trentin non ha sbagliato nulla, eppure ha perso. Mads Pedersen è stato più forte: e il nuovo campione del mondo, e Trentin è pietrificato.

Dopo tante vittorie importanti sfumate all'ultimo, in Yorkshire Annemiek van Vleuten è andata a prendersi la maglia dei suoi sogni partendo da sola a 105 chilometri dall'arrivo. E il risultato ha un sapore dolcissimo.

A 77 chilometri dal traguardo della corsa in linea juniores Germán Darío Gómez Becerra ha forato e non ha trovato nessuno a cambiargli la ruota. Al che si è seduto ed è scoppiato a piangere, ma poi è ripartito ed è arrivato in fondo.

Alla crono iridata Christopher Sysmonds è arrivato con 28 minuti e 15 secondi di ritardo da Rohan Dennis. Ma dietro al suo ultimo posto ci sono almeno quattro primati.

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