Due anni fa Marcel Kittel era il più forte velocista al mondo. Qualche giorno fa ha annunciato il ritiro. Anche nel ciclismo, la corrispondenza tra atleta e uomo rimane una questione tutt’altro che risolta.

Angela Gimondi, la mamma di Felice, lavorava al cotonificio di Zogno quando s’innamorò perdutamente: «Un fattorino aveva una bici... quanto mi piaceva! La bici, non il fattorino.

Quando su tredici corridori all’attacco quattro sono della stessa squadra, suona alquanto improprio parlare di fuga.

Quattro su tredici corrisponde quasi a uno su tre: più del trenta per cento dei partecipanti al tentativo ha la stessa maglia, sicché piuttosto che domandarsi ‘Chi c’è?’, com’è consuetudine quando qualcuno si avvantaggia, in un caso di questo tipo il quesito evolve in un più specifico ‘Chi altro c’è?”, come se quegli altri, quelli con le insegne diverse, non fossero che ospiti inattesi, imbucati per caso a una festa non loro. 

Con quello che ha concluso domenica, Marcus Burghardt è arrivato a quota undici. Undici Tour de France completati.

Ne ha viste e fatte tante in questi anni: ha vinto una tappa (nel 2008), ha vinto un Tour (come compagno di squadra di Cadel Evans, nel 2011), è stato per sei edizioni gregario infaticabile della BMC e, da tre, della Bora-Hansgrohe, che lo considera “capitano di strada”. Ma Burghardt è più di tutto questo.

"Tourbillon" è una serie di pensieri sparsi, liberamente ispirati al 106° Tour de France. Di Leonardo Piccione

"Tourbillon" è una serie di pensieri sparsi, liberamente ispirati al 106° Tour de France. Di Leonardo Piccione

"Tourbillon" è una serie di pensieri sparsi, liberamente ispirati al 106° Tour de France. Di Leonardo Piccione.

"Tourbillon" è una serie di pensieri sparsi, liberamente ispirati al 106° Tour de France. Di Leonardo Piccione.

"Tourbillon" è una serie di pensieri sparsi, liberamente ispirati al 106° Tour de France. Di Leonardo Piccione

"Tourbillon" è una serie di pensieri sparsi, liberamente ispirati al 106° Tour de France. Di Leonardo Piccione.

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