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Bidon su altre riviste.

Giornata di fatica extra al Tour de France, che aspetta dieci tappe prima di proporre il primo giorno di riposo. Per riposare in pace era necessario arrivare ad Albi, terra di crociate ed eresie, destinazione finale di una tappa battezzata troppo presto come un relax anticipato.

A luglio in Francia ci sono due feste nazionali: una è il 14 luglio, la più celebre. L'altra dura 23 giorni, ed è il Tour de France. Il fatto che queste due feste in un pomeriggio si intersechino non fa che ingigantire il senso di giubilo che si riversa su ogni strada.

Anche oggi al Tour ci sono in fuga Offredo e Rossetto. Ormai ci stupiamo quando questo non avviene, e un po' si stupiscono pure loro. Ma al Tour si viene anche per stupirsi, o quantomeno per divertirsi, ognuno a modo suo.

Il viaggio tra le stelle del Tour de France non è poi così diverso da quello del Piccolo Principe. Parte ogni mattina inseguendo la felicità e ogni giorno scopre personaggi diversi, bizzarri, inaspettati.

Dal 2016 tecnicamente l'Alsazia non esiste più, cancellata dalla burocrazia. Ma le sue storie continuano ad essere raccontate sin dal medioevo: dai suoi menestrelli e qualche volta anche dal Tour de France.

La quarta tappa del Tour parte da Reims, città natale di Jean Baudrillard, e per lungo tempo si propone come una piccola raccolta di pensieri sull'iperrealtà. Poi irrompe il treno di Viviani.

Il colpo di genio di Dom Pérignon fu quello di valorizzare le bollicine dello champagne. Per omaggiarlo il Tour de France ha portato a Épernay la tappa più effervescente della corsa, un banchetto per brindare a un nuovo supereroe.

L'esercizio della cronometro a squadre è simile a quello dell'equilibrista. I ciclisti sembra che stiano pedalando sull'asfalto, ma in realtà corrono su un doppio filo. Sul filo del tempo e su un filo invisibile che li congiunge uno all'altro.

Il Tour de France del 2019 comincia con l'omaggio ad un re. Per farlo valica i confini e si spinge nel cuore del Belgio, il Paese dei mille castelli. La corsa ce li ha fatti vedere (quasi) tutti.

La nostra rubrica Kings of Bidons, per gli amici #KOB, ci ha permesso di conoscere ogni giorno uno tra i nostri protagonisti preferiti del Giro d'Italia 2019: i portaborracce. Eccoli, tutti e 22

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